Prendersi cura di sé con i libri: un viaggio nella libroterapia

Non so se vi sia mai capitato di immaginare di essere costretti a trasferirvi in un altro mondo senza sapere cosa è possibile trovare in quel pianeta, sapendo di poter portare con voi solo poche cose.

Tra queste io metterei certamente i libri. Oggi si potrebbe pensare di attrezzarsi di un ebook capace di contenerne centinaia, ma io porterei solo quelli cartacei. Leggere per me è un vero piacere.

Amo prendere in mano un libro, sfogliarne le pagine, osservarne il carattere e l’impaginazione, annusare il profumo di nuovo con la sensazione di aprirsi alla vita. Oppure vagare tra gli scaffali di librerie moderne e antiche, cariche di volumi, custodi e testimoni di molti volti che, come me, si sono immersi in quelle pagine scritte. A pensarci bene è una esperienza totalizzante. Dopo un’appassionata lettura, quanti di noi hanno esclamato “l’ho divorato!”?

Qual è il significato del leggere se non un “prendersi cura di sé”?  

Ogni volta infatti che mi sono regalata del tempo per leggere ho potuto guardarmi in profondità e dare un nome al vivere, dissolvendo i dubbi che mi attanagliavano legati al fatto di essere donna in cammino.

Ho alleggerito l’esistenza, ho riso di me quando mi sono imbattuta in personaggi che un po’ mi rappresentavano e, soprattutto, ho sentito di fare parte di una grande famiglia, al di là dell’appartenenza a uno Stato, a una lingua o a una cultura.

Non sono un’isola e non sono sola. Leggere, del resto, è proprio dell’umano.

Prendersi cura di sé con i libri

Per questo motivo ritengo che i libri possano diventare strumenti importanti di conoscenza di sé e di consapevolezza.

In questi ultimi anni molti professionisti, psicoterapeuti, psicologi e consulenti impegnati nella relazione di aiuto, hanno utilizzato e utilizzano i libri come strumenti di cura.  E. Berthoud e S. Elderkin – autrici di Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno – definiscono questa operazione libroterapia, che descrivono come

un ramo della medicina che cura certi disturbi dell’esistenza, con la somministrazione di opere di narrativa.

Opere rigorosamente scelte per il singolo soggetto. E dato che la lettura coinvolge la dimensione psicologica, cognitiva, emotiva, sociale e linguistica, e che leggendo si attivano  i processi di memoria e si integrano le informazioni nuove con le conoscenze già possedute dal soggetto, viene utilizzata come vero e proprio strumento terapeutico.

Nel bookcounseling, nel bibliocounseling e nella libroterapia la lettura, inserita in una relazione di ascolto, diventa strumento di crescita personale e di conoscenza di sé, per attivare un sano cambiamento di prospettiva.

Con la lettura, infatti, si attivano due processi: quello di immedesimazione nella storia dell’altro e quello di astrazione, che aiuta a prendere le distanze dal problema, elaborando così ciò che accade dentro di noi.

Prescrivere un’opera letteraria o un saggio aiuta, dunque, la persona a riflettere su di sé, a confrontarsi con altre esistenze, a potenziare le capacità cognitive ed emotive, a elaborare strategie di gestione del disagio psicologico adeguate ed efficaci.

Ci si sente compresi in profondità, si è spinti ad attivare nuove energie e a intraprendere nuove strade perché spesso i malesseri dell’anima, i disagi emotivi ed affettivi, dipendono dal non fermarsi sui propri bisogni più profondi.

In questi casi, le parole hanno una funzione salvifica e spesso aiutano a individuare il senso della propria esistenza.

Una nuova rubrica dedicata alla libroterapia

In questo spazio vorrei, dunque, essere una compagna di viaggio in un percorso di lettura di alcune opere che possono condurci nelle nostre profondità e nella presa di coscienza della storia personale, per riappropriarci proprio di noi stessi.

Porterò alla vostra attenzione di volta in volta un romanzo, un saggio, un libro di autoaiuto, di meditazione o di poesia… che prima di tutto è stato significativo per me, favorendo il processo di consapevolezza e conoscenza di parte dei miei processi profondi.

A chi vorrà seguirmi in questo itinerario, consiglio di munirsi soprattutto della pazienza e della costanza necessarie per raggiungere l’obiettivo ponendo una particolare attenzione non solo alla comprensione del testo, ma anche al desiderio di comprendere sé stessi nelle zone buie e dolorose.

E questo richiede una buona dose di compassione per la nostra debolezza. Non sarà sempre facile, ma accompagnerà ciascuno di voi in un viaggio alla scoperta della propria essenza.

Buona lettura e buon cammino.

 

PER APPROFONDIRE



Autore: Maria Elena Zonta

Classe 1966. Laurea in Lettere, diploma in Scienze Religiose presso la facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Counselor. Insegno Religione Cattolica al Liceo G.B. Brocchi di Bassano del Grappa. Amo il mio lavoro sempre nuovo e la relazione con gli studenti.

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