Yoga della risata: cos’è e come funziona


Sempre più spesso si sente parlare di yoga della risata
, una disciplina che sta riscuotendo molto successo per favorire il benessere personale e organizzativo.

Che cos’è? Come si pratica? Quali sono le sue applicazioni e come può trasformarsi in una professione?

L’ho chiesto a Mariapaola La Caria, esperta di relazioni pubbliche e teacher trainer di yoga della risata.

A te la parola, Mariapaola!mariapaola-lacaria

 

Quando penso allo yoga mi vengono in mente dei movimenti molto difficili fatti in assoluto silenzio. Che c’entra la risata con lo yoga?

(ride) La parola yoga viene dal sanscrito e significa unione. Lo yoga della risata unisce alcuni elementi importanti dello yoga, come il Pranayama (controllo ritmico del respiro), con esercizi di risata. Questi esercizi nascono dalla gelotologia, detta anche la scienza della risata: una disciplina che studia le potenzialità terapeutiche del ridere. Ormai è noto a tutti il potere della risata come aiuto nella cura di malattie, anche gravi. La risata non è guaritrice in sé, favorisce un atteggiamento positivo nei confronti della malattia, che aiuta il processo di guarigione. C’è da dire poi che la risata diaframmatica va in profondità, quindi aiuta l’ossigenazione delle cellule. E quindi anche a livello fisiologico produce dei mutamenti che favoriscono la buona salute dell’organismo. Lo yoga della risata dona dunque un beneficio psicosomatico: fa bene al corpo e alla mente, attivando uno stato d’animo più equilibrato.

E come nasce lo yoga della risata?

Nasce dalle ricerche di un medico indiano, Madan Kataria, che 21 anni fa iniziò a studiare il potere della risata. Per sperimentare, insieme alla moglie e ad alcuni amici, cosa accadesse al corpo quando si ride creò un piccolo gruppo i cui partecipanti si raccontavano delle barzellette. Inizialmente il dottor Kataria pensava infatti che la risata dovesse essere indotta da un evento scatenante. Poi però si rese conto che dopo un po’ l’effetto esilarante delle barzellette finiva. Proseguendo nelle sue ricerche, a un certo punto scoprì che il nostro corpo non distingue tra la risata autentica e la risata indotta: i benefici sono gli stessi! Forte di questa consapevolezza, studiò una serie di esercizi che consentono di ridere – in un primo momento – senza motivo, e che poi, lavorando sull’inconscio, riescono a scatenare una risata autentica.

Generalmente si pensa alla risata come a un gesto spontaneo, che capita. Tu però mi stai parlando di una risata indotta, “forzata”. Non c’è il rischio di creare imbarazzo?

Nella nostra vita quotidiana la risata è vista sempre come un momento ludico o ridicolo. Più la situazione è seria e più ci è stato insegnato a non ridere. Io la penso come Chopin, che ha detto: “Chi non ride mai non è una persona seria”. Lo yoga della risata, come ti dicevo, utilizza la risata come un esercizio fisico.

L’obiettivo è attivare alcuni neurotrasmettitori che abbiamo al nostro interno e che portano grandi benefici al corpo e alla mente: serotonina, dopamina ed endorfine. Elementi che il nostro corpo produce naturalmente e che si attivano con la risata.

Che tu lo faccia in maniera spontanea – ad esempio, guardando un film comico – o meno. Però guardando un film comico quanto ridi? A intervalli di 30 secondi? Nello yoga delle risata la sfida è ridere almeno 10-12 minuti continuativamente. È un esercizio fisico che ti permette di ossigenare meglio il cervello e di abbassare l’ormone dello stress, garantendo a corpo e mente gli stessi benefici di 20 minuti di vogatore!

Quanto dura e cosa accade durante una sessione di yoga della risata?

Una sessione dura 45 minuti/1 ora ed è divisa in 3 parti.

1. La prima parte, che potremmo definire di RISCALDAMENTO, serve ad abbassare l’inibizione delle persone, perché non è facile ridere senza motivo, anche se in gruppo e in una situazione protetta. Questa parte, che dura circa 20 minuti, serve a ritrovare la giocosità dell’infanzia, mettendo a riposo la mente razionale e attivando la mente inconscia.

2. Segue poi la cosiddetta MEDITAZIONE DELLA RISATA, in cui non devi far altro che lasciarti ridere: attraverso appositi esercizi il trainer induce la risata, che si propaga nel gruppo attraverso il meccanismo dei neuroni specchio, consentendoti di ridere anche per 15 minuti di fila.

3. La sessione si conclude con 15 minuti di RILASSAMENTO E YOGA NIDRA, un rilassamento profondo chiamato anche yoga del sonno. Questa fase serve a rilassarsi e metabolizzare le energie attivate. In poche parole, il corpo e la mente vengono riportati all’equilibrio dopo l’eccitazione della parte precedente.

Durante una sessione di yoga della risata si lavora sulle quattro dimensioni della gioia: cantare, ballare, giocare e ridere.

Quali sono le applicazioni dello yoga della risata?

Ce ne sono molte. Oggi in Occidente lo yoga della risata sta avendo grande successo in situazioni di disagio sociale, dalle carceri alle case di riposo. In Italia è molto richiesto per la formazione degli operatori sociosanitari, che devono confrontarsi col dolore e la malattia, oltre che con le inefficienze del sistema sanitario nazionale. Lo yoga della risata li aiuta a potenziare la parte positiva, per aiutarli a non farsi schiacciare dalla negatività alla quale devono far fronte quotidianamente. Stiamo riscontrando ottimi risultati anche nelle scuole, dove lavorando con studenti e insegnanti, anche insieme, è possibile creare un clima positivo orientato alla collaborazione. Un’altra applicazione di grande successo, di cui fino a qualche tempo fa non si era compresa a fondo la potenza, è nelle aziende. In Italia, in ritardo rispetto ad altri paesi occidentali, alcune medie e grandi aziende – per le piccole è ancora presto – utilizzano questa tecnica nei loro percorsi formativi e di welfare. Qui lo yoga della risata trova applicazione sia nella comunicazione interna (attivazione di un clima positivo) sia nel potenziamento delle performance aziendali; penso alla realizzazione di progetti e all’aumento delle vendite. Ci sono casi certificati nei quali lo yoga della risata ha prodotto un aumento di fatturato a due cifre!

In questi contesti lo yoga della risata funziona bene perché la risata lavora sul corpo e produce  un cambiamento fisiologico – più semplice da comprendere e innescare – che diventa poi psicologico, portando a modificazioni importanti nei pensieri e quindi nelle azioni delle persone.

Quante scuole esistono?

Una, la Laughter Yoga Foundation – fondata dal dottor Madan Kataria – il cui braccio “educativo” è la Laughter Yoga University. Il dottor Kataria e i master trainer formati direttamente da lui certificano i teacher trainer, ovvero gli insegnanti di yoga della risata. Poi ci sono i leader, che possono condurre sessioni di yoga della risata ma non attivare certificazioni. Non esistono associazioni nazionali di riferimento. Esistono però i club della risata, in più di 100 paesi nel mondo, che sono contesti nei quali le persone si ritrovano gratuitamente per ridere insieme. Questa è la parte di missione sociale dello yoga della risata.

Tu a che punto del percorso sei? Come sono organizzati i percorsi di formazione?

Io sono teacher trainer, formata da Richard Romagnoli. Il percorso di formazione è lineare. Per diventare leader devi fare due giorni di corso, molto intensi e pratici. Un leader deve imparare a condurre una sessione di yoga della risata, cosa non banale perché il rischio di demotivazione è forte quando capita (e succede!) che le persone fatichino a ridere… devi avere una grande energia per accompagnare le persone alla risata. Poi c’è il percorso teacher, che dura 5 giorni, con 14-16 ore di lavoro al giorno perché vai ad approfondire tutta la parte energetica e di leadership.

Mentre un leader generalmente tende a fare yoga della risata per sé, o ad aprire un club, quando decidi di diventare teacher è perché hai deciso di farne anche una professione.

C’è una grande differenza: quando una persona viene al club della risata, lo ha scelto lei. Quando invece ti proponi per fare formazione nelle strutture sanitarie o nelle aziende, non è detto che le persone siano lì per volontà loro, questo significa che potrai trovarti a dover affrontare anche situazioni di resistenza. Oppure potresti toccare delle corde emotive – e capita spesso – suscitando reazioni che devi saper gestire. Tutto questo richiede una preparazione adeguata.

 

Ho ho ha ha! (mantra dello yoga della risata) Grazie Mariapaola! :-)

 

Autore: Roberto Fioretto

Classe 1979, laurea in Comunicazione, dottorato di ricerca in Sociologia, master in Counseling. Lavoro in una Fondazione, dove coordino il settore Comunicazione ed Eventi Culturali. Counselor con il pallino dello sviluppo organizzativo. Osservatore appassionato dei sistemi che le persone attivano entrando in relazione. Amo esplorare le culture organizzative e considero come la parte più importante del mio lavoro mettere in contatto le persone (e me stesso) con il loro potenziale più alto. Ho ideato Counseling Post per far dialogare tre grandi passioni: comunicazione, psicologia e sociologia.

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