Problem solving con i Lego: il metodo Lego® Serious Play®

Che i mattoncini Lego possano essere usati per stimolare la creatività non è certo una novità.

Non tutti sanno però che con i Lego si possono fare anche dei “giochi” molto seri. “Giochi” che permettono di agire il problem solving attraverso la costruzione di modelli tridimensionali dei problemi. Nelle organizzazioni (ed è proprio questo il tema dell’intervista) ma anche nel counseling individuale e di gruppo.

Recentemente ho partecipato ad una demo che mi ha permesso di sperimentare e toccare con mano, nel vero senso della parola, questo metodo. E posso assicurare che Lego® Serious Play® è un “gioco” serio, per gli effetti tangibili che produce. Ma è anche un “gioco” a tutti gli effetti –  divertente! che mantiene quel piacere di creare con le proprie mani che ha reso i Lego un must nell’infanzia di molti di noi.

Ancora oggi, nonostante sia (molto…) adulto, passo pomeriggi interi steso per terra con il mio nipotino a costruire castelli, navicelle e robot. Un mattoncino dopo l’altro.

I Lego sono da sempre una mia passione. I lettori di questo blog sanno che un’altra mia grande passione è quella per gli strumenti che aiutano ad attivare le proprie risorse interiori, liberando l’enorme potenziale che ciascuno di noi ha.

Quando ho scoperto che la prima passione (i Lego) poteva essere usata come una leva per nutrire la seconda (l’attivazione del potenziale umano) per me è stata una folgorazione!

Cos’è Il metodo Lego® Serious Play®? Come nasce? Quando e dove può essere applicato? E, soprattutto, come funziona?

L’ho chiesto a due esperti: Manuela Marangoni, AD di Talent Partners Srl, e Giulio Di Santo, Senior Trainer esperto in Lego® Serious Play®.

A voi la parola!

 

Manuela, mi racconti in cosa consiste il metodo Lego® Serious Play®?

Il metodo Lego® Serious Play®, nasce attorno agli anni Novanta in Danimarca, presso il quartier generale della LEGO®, per favorire l’innovazione del business interno. LSP è un metodo che consente di condurre i partecipanti a “costruire con le proprie mani” un modello tridimensionale del proprio “problema”, sia esso di carattere strategico, operativo o relazionale. Attraverso la condivisione delle “storie organizzative” attribuite al modello, viene costruito un progetto condiviso.

Attraverso LSP si innesca un processo collaborativo a prescindere dal ruolo e dalle competenze dei partecipanti favorendo l’emergere di idee innovative, connessioni inedite e stimolando la creatività.

In che senso è definito una metodologia senza contenuto?

La metodologia LSP viene definita “senza contenuto” perché il punto di arrivo di ciascun workshop è frutto dell’accordo e della richiesta fatta a monte con la committenza. Cioè

il contenuto viene di volta in volta modificato in base all’analisi fatta dal facilitatore con la committenza e tenendo conto dell’obiettivo da raggiungere.

Non c’è un contenuto stabilito a priori, ma si tratta di una metodologia che si riempie di contenuto in base alla domanda.

In quali ambiti può essere applicato?

Gli ambiti di applicazione sono dei più vari, perché proprio grazie alla metodologia di ampio respiro LSP consente di sviluppare l’innovazione aiutando nel contempo il problem solving, di definire gli obiettivi e il modo per raggiungerli, di migliorare le performance e di favorire la gestione del cambiamento… Di conseguenza questo metodo può trovare applicazione nella fase strategica di evoluzione dell’identità e della vision aziendale, nello sviluppo di nuovi modelli di business e di scenari innovativi, nella costruzione di team di lavoro e nel time management.

Perché Lego® Serious Play® funziona?

Perché giocando aiuta a riempire lo spazio tra sé e l’ambiente con i prodotti della propria immaginazione e con l’uso di simboli. Il gioco è una delle modalità di apprendimento riconosciute per la sua efficacia in tutte le età, sia negli adulti che nei bambini.

I Serious Games, che si basano sull’apprendimento esperienziale e sul learning by doing, vengono impiegati da diversi anni nella formazione aziendale, così come nel marketing e nella comunicazione. Come avviene anche con la Gamification si tenta di far evolvere l’apprendimento verso forme a forte coinvolgimento per gli utenti, rendendo la simulazione molto vicina alla realtà e riducendo la paura del nuovo. Tutto ciò si basa su approfondite e numerose ricerche che provengono dal business, dal management, dallo sviluppo organizzativo, dalla psicologia e dalle neuroscienze in particolare.

Ho sentito parlare di diversi protocolli di applicazione. Quanti e cosa sono?

LSP si basa su un processo che si compone di 4 passi di base:

1. Proporre le domande

2. Costruire

3. Condividere

4. Riflettere

Tutte le applicazioni della metodologia LSP si basano su questo processo e utilizzano una o più delle sette tecniche di applicazione. Inoltre ognuna di queste si basa sulla precedente e la include. Quanto maggiore è la complessità del problema da affrontare, tanto più alto sarà il numero di tecniche di applicazione utilizzate.

Le 7 tecniche sono:

1. Costruzione di modelli individuali

2. Costruzione di modelli di gruppo/condivisi

3. Creazione di uno scenario

4. Creazione di connessioni tra i modelli

5. Costruzione di un sistema

6. Simulazione di situazioni e decisioni

7. Estrazione di principi guida semplici

Giulio, mi racconti come si svolge una sessione tipo? 

La sessione tipo è di mezza/una giornata con tavoli da 6-8 partecipanti ciascuno. L’obiettivo è partecipare in modo paritetico alla discussione. Come ha detto Manuela, ci sono 7 tecniche applicabili. Quella base consiste nel costruire modelli in risposta alle domande poste dal facilitatore. Il modello viene poi descritto in un tempo limitato al gruppo dei partecipanti al tavolo.

LSP è una tecnica che si adatta facilmente a qualunque contenuto di business e il lavoro più complesso per il facilitatore è nel design del workshop.

Qual è l’esperienza in cui hai applicato Lego® Serious Play® che ti è piaciuta di più?

Una sessione recente di mezza giornata intitolata Release Energy e finalizzata a stimolare la proattività dei dipendenti di un’organizzazione Consumer Health. Una volta identificate le difficoltà a raggiungere la mission aziendale le persone hanno definito le risorse necessarie e le azioni da implementare.

Quali competenze servono e come si diventa facilitatori di Lego® Serious Play®?

Le competenze sono quelle tipiche di un facilitatore: trovare la sequenza più breve ed efficace per arrivare all’obiettivo suscitando i “giusti” insight. Ci si certifica in Danimarca presso la scuola diretta emanazione della Lego.

Grazie Manuela! E grazie Giulio! :-)

 

PER APPROFONDIRE

Autore: Roberto Fioretto

Classe 1979, laurea in Comunicazione, dottorato di ricerca in Sociologia, master in Counseling. Lavoro in una Fondazione, dove coordino il settore Comunicazione ed Eventi Culturali. Counselor con il pallino dello sviluppo organizzativo. Osservatore appassionato dei sistemi che le persone attivano entrando in relazione. Amo esplorare le culture organizzative e considero come la parte più importante del mio lavoro mettere in contatto le persone (e me stesso) con il loro potenziale più alto. Ho ideato Counseling Post per far dialogare tre grandi passioni: comunicazione, psicologia e sociologia.

Condividi Questo Articolo Su

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerchi strumenti per attivare il potenziale umano?

Cerchi strumenti per attivare il potenziale umano?

Risparmia tempo. Ad aggiornarti su libri, ricerche, novità del settore ci pensiamo noi. Iscriviti alla nostra newsletter!

Iscrizione avvenuta con successo!