Giochi psicologici: una lettura per riconoscerli (e liberarsene)

“Giochi psicologici”. Li mettiamo in atto tutti. Nella comunicazione e nelle nostre relazioni. Inconsciamente. Lo facciamo sempre. Ovunque.

Saper riconoscere questi “giochi” mentre accadono aiuta a disinnescarli. E a prevenirli.

Quando ci troviamo ad essere coinvolti in un “gioco psicologico” ne usciamo con una sensazione sgradevole, di cui ignoriamo le cause.

I giochi dell’analisi transazionale, della psicoterapeuta Sabrina D’Amanti, ne descrive con chiarezza una vasta gamma, analizzandone dinamica e scopi. E offrendo indicazioni su come evitarli.

Chi ha confidenza con i fondamenti dell’Analisi Transazionale si destreggerà con maggior disinvoltura tra le pagine di questo libro. Ma anche chi si approccia all’AT per la prima volta potrà raccogliere spunti preziosi, grazie a una breve ma efficace introduzione – che mira a fornire le basi ai lettori meno esperti –  con cui inizia il viaggio dell’autrice.

Una lettura che consiglio a chi desidera espandere la propria consapevolezza relazionale, scoprendo le ragioni profonde dei “giochi psicologici” che attiviamo.

O nei quali ci lasciamo trascinare.

8 consigli per liberarsi dai propri “giochi”

Partiamo da un presupposto fondamentale: l’unico modo (serio) per liberarsi dei propri “giochi” è fare un accurato lavoro su di sé.

Tutti i “giochi psicologici” hanno un minimo comun denominatore: mostrare agli altri un’immagine di sé falsata, ma avvertita come utile a ricavarne la loro accettazione, censurando quella “franca e immediata espressione di sé” – per dirla con le parole del fondatore dell’Analisi Transazionale Eric Berne – che le nostre voci critiche interne considerano sbagliata e vietano.

I giochi dell’analisi transazionale si conclude con un post scriptum, in cui l’autrice offre 8 utili consigli “per agevolare la conquista della meta”.

1. Sii te

Sii consapevole dei tuoi pregi e vanne fiero. Sii consapevole dei tuoi difetti e accoglili. Accogli la tua ombra.

Perché l’ombra è viva e vuole essere ascoltata. Anche un quadro senza ombre non ci concede le sue figure. Accolta, l’ombra cede la sua forza.
Umberto Gallimberti

2. Abbandona ogni velleitaria pretesa di perfezione

Nessuno è perfetto, quindi nemmeno tu lo sei. È una semplice verità, che è saggio accettare. Apprezzati, in qualunque modo tu sia.

3. Sii indulgente con te stesso quando sbagli

Chiediti cosa avresti potuto fare di diverso e usa l’errore come un’opportunità per crescere. Tutti sbagliamo. Prima di puntare il dito per accusare un’altra persona, valuta quanta parte di responsabilità tua ci sia.

4. Ama te stesso, cerca l’amore degli altri e godine

Ciascuno di noi, per il semplice fatto di essere al mondo, ha diritto ad essere amato. Certo non possiamo piacere a tutti. Qualcuno ci amerà per le similitudini che vede in noi, qualcun altro per le differenze. Altri, per varie ragioni, non ci apprezzeranno affatto. Accettiamolo.

5. Rispettati e chiedi che gli altri facciano altrettanto

Tutti abbiamo il diritto di essere rispettati. La tua dignità è sacra, non calpestarla.

6. Ammetti la tua ignoranza, non vali di meno

Anche quando sappiamo tantissime cose, ce ne sono molte altre che ignoriamo. Quando non sai qualcosa, dichiaralo.

7. Riconosci i tuoi bisogni

Rispettali, fa in modo di appagarli, ma non imporli svalutando quelli degli altri.

8. Rispetta gli altri

E ricordati: “Tu sei ok” e loro anche.

 

PER APPROFONDIRE

Autore: Roberto Fioretto

Classe 1979, laurea in Comunicazione, dottorato di ricerca in Sociologia, master in Counseling. Communication manager. La mia sfida quotidiana? Comunicare la filantropia. Counselor con il pallino dello sviluppo organizzativo. Osservatore appassionato dei sistemi che le persone attivano entrando in relazione. Amo esplorare le culture organizzative e considero come la parte più importante del mio lavoro mettere in contatto le persone (e me stesso) con il loro potenziale più alto. Ho ideato Counseling Post per far dialogare tre grandi passioni: comunicazione, psicologia e sociologia.

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