Cosa può insegnarti il bambino che sei stato

C’era una volta un bambino.

Anzi no, ricomincio da capo. C’è ancora un bambino, che non chiede altro se non di essere amato. Reclama attenzione e cure costanti. E quando non le ottiene, fa quello che fanno tutti i bambini: strilla e pesta i piedi!

Incontri questo bambino tutti i giorni, ma lo conosci davvero?

Il bambino che sei stato  

Quello che fai, e ancor di più quello che pensi di non poter fare, dipende dal modo in cui ti giudichi e dagli “occhiali” con cui guardi il mondo che ti circonda. Alcune di queste “lenti” sono buone – ti fanno stare bene – mentre altre sono nocive, nella misura in cui ti provocano dolore.

Molte delle tensioni e delle ansie che ti causano sofferenza dipendono da sentimenti che affondano le radici nel passato, e più precisamente nella tua infanzia. Questi sentimenti antichi sono mantenuti in vita dagli sforzi che fai per arginarli, rinnegarli e respingerli.

Già, gli atteggiamenti che adottiamo nei confronti di noi stessi sono in larga parte determinati dall’atmosfera emotiva che abbiamo respirato nella nostra famiglia d’origine, nel periodo della prima infanzia.

In altre parole, tendiamo a trattarci come ci trattavano i nostri genitori.

All’adulto che sei oggi alcuni di questi atteggiamenti forse sembrano poco sensati, irrazionali, fuori di testa. Ma non lo sono affatto per il bambino che sei stato.

Un bambino costruisce la propria identità, scopre che tipo di persona è e cosa prova nei confronti di se stesso, attraverso la relazione con i propri genitori. E soprattutto impara ad esplorarsi attraverso le reazioni che i genitori hanno ai suoi comportamenti.

A prescindere dalla qualità di questa relazione, per il bambino che sei stato il clima respirato nell’infanzia era – e forse è ancora – casa.

La vita, come la intendi e come la vivi, l’hai appresa in questo contesto storico. Quali che siano le sue peculiarità, hai acquisito dalla tua famiglia quella sensazione di “essere a casa”. È proprio questa sensazione che il bambino che sei stato sta perennemente cercando.

(W. Hugh Missildine)

È per questo che il bambino del passato cerca continuamente di portarti a rivivere l’intimità della tua infanzia: vuole ripristinare la sicurezza dell’ambiente familiare. Il suo obiettivo è farti sentire a casa. Ti riporta lì perché ricerca con insistenza questa sensazione.

Non a caso il meglio di sé lo dà nei momenti di stress! ;-)

Che genitore vuoi essere per te?

Se vuoi incontrare il bambino che sei stato, prenditi un po’ di tempo e prova ad analizzare tutti gli atteggiamenti che hai dovuto subire quand’eri bambino e che hai vissuto con fastidio. Non farlo per processare i tuoi genitori – servirebbe a poco! – fallo perché diventando genitore di te stesso (ora sei Adulto, non dimenticarlo…) potrai smettere di autoinfliggerti i comportamenti che ti hanno fatto soffrire in passato.

Se ti tratti come ti trattavano i tuoi genitori, ti sentirai relativamente al sicuro, ma continuerai a utilizzare schemi che ti sono stati utili in passato (per avere amore e attenzione dai tuoi genitori) ma che ora non servono più e che probabilmente ti fanno soffrire.

Ma come si  fa a diventare buoni genitori di se stessi? Sono necessarie tre cose:

1. riconoscere i sentimenti angosciosi e loro origine nell’infanzia;

2. accettare questi sentimenti e rispettarli come parte di noi;

3. porre loro dei limiti, in modo che non dominino più la nostra capacità d’azione.

Non sarà semplice. Ai bambini le restrizioni non piacciono. E il tuo bambino del passato inizialmente si sentirà smarrito, perché comincerà a perdere quella sensazione di casa. Gli ci vorrà un po’ di tempo per abituarsi alla nuova dimora emotiva; fino ad allora temo che dovrai sopportare un po’ di disorientamento…

Ma quando sarai diventato un bravo genitore di te stesso ti renderai conto che ne sarà valsa davvero la pena. Il tuo bambino del passato si sentirà al sicuro tra le braccia del genitore di te stesso che sarai diventato: una guida amorevole e – all’occorrenza – severa.

Bloccherai così la strada alle esperienze negative che hai vissuto, impedendo che affliggano la prossima generazione. E la tua vita sarà enormemente più ricca! :-)

 

PER APPROFONDIRE

Autore: Roberto Fioretto

Classe 1979, laurea in Comunicazione, dottorato di ricerca in Sociologia, master in Counseling. Communication manager. La mia sfida quotidiana? Comunicare la filantropia. Counselor con il pallino dello sviluppo organizzativo. Osservatore appassionato dei sistemi che le persone attivano entrando in relazione. Amo esplorare le culture organizzative e considero come la parte più importante del mio lavoro mettere in contatto le persone (e me stesso) con il loro potenziale più alto. Ho ideato Counseling Post per far dialogare tre grandi passioni: comunicazione, psicologia e sociologia.

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