5 libri da regalare a Natale (e i restanti 364 giorni)

Tic-tac. Tic-tac. Tic-tac.

Lo sentite anche voi? Come cosa?!? L’orologio che scandisce i minuti, le ore e i secondi che mancano a Natale.

Il conto alla rovescia è entrato nel vivo.

E lenta, ma inesorabile, cresce anche lei: l’ansia da regali! Se queste poche righe vi risuonano allora, come me, appartenete a pieno titolo alla squadra degli ultimominusti, ovvero quelli che “maddaiiiii, c’è un sacco di tempo…“. Di solito, nei dintorni del 24 dicembre, ci ritroviamo tutti in negozio o su Amazon – con gli occhi impanicati e il sudore alla fronte – mentre andiamo a caccia di un’idea regalo decente.

O forse appartenete alla categoria dei folletti del Natale? Io ne ho uno in casa. A giugno sa esattamente quanti giorni mancano a Natale. A luglio ha già comprato il primo regalo. Ad agosto, con 40 gradi all’ombra, “senti, ma se quest’anno tornassimo a fare Natale a casa nostra?“. A settembre “oh, manca pochissimo a Natale!“. A ottobre ha già comprato tutti i regali. A novembre “dai, solo un’altra pallina… ne ho così poche” (cioè “solo” un centinaio abbondante tra alberelli, gnomi, babbi natali e funghetti colorati di varie misure). E a dicembre la casa è percorsa da una quantità tale di luci che la sera giro con gli occhiali da sole!

Esagero? Forse un po’. Ma la descrizione si avvicina molto alla realtà.

In ogni caso, ultimominusti o folletti, tutti prima o poi ci troviamo a dover fare i conti con la fatidica domanda: quest’anno cosa le/gli regalo?

Ci sono crimini peggiori del bruciare i libri. Uno di questi è non leggerli.
(Iosif Brodskij)

Un libro, per me, è sempre una splendida idea. Se poi riflette e nutre interessi, curiosità e passioni della persona a cui lo regalate, avrà un valore ancora più grande. In questo post ho messo insieme 5 consigli.

5 libri molto diversi per tema e genere, che però hanno tutti una cosa in comune: arricchiranno la vita della persona a cui li regalerete.

O la vostra, se questa persona siete voi. Sì, perché Natale è un’ottima “scusa” anche per farsi un regalo.

Un ultimo consiglio: se sceglierete di regalare uno questi libri, prendetevi qualche minuto per far sapere, con una dedica, il motivo per cui avete scelto di regalare proprio quel libro. Qualche volta mi capita di aprire un vecchio libro, leggere la dedica e ripensare con gratitudine alla persona che l’ha scritta.

Il vostro regalo si rinnoverà a ogni lettura.

È troppo presto per farvi gli auguri? Il folletto con cui vivo dice di no. Mi fido.

Buon Natale!

Nudge. La spinta gentile

Perché, anche se sappiamo che potrebbero ucciderci, continuiamo a fare cose che mettono in pericolo la nostra salute? Perché cambiare la mente inconscia è come spostare un elefante di 6 tonnellate. La buona notizia è che esistono delle tecniche per aiutare la “parte-elefante” del nostro cervello, che controlla il 99% delle nostre azioni, a superare l’inerzia e le distorsioni che le fanno vedere la realtà non per com’è ma per come siamo. Il premio Nobel per l’economia 2017 Richard Thaler e Cass Sunstein ne parlano nel libro Nudge. La spinta gentile. Cos’è un nudge? È un modo relativamente soft e non invasivo di aiutare il cervello a prendere decisioni migliori. Una spinta gentile, appunto.

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Contro il self help

Se la performance e lo sviluppo continuo diventano la chiave del successo, ecco spuntare come funghi coach, terapeuti, esperti di crescita personale e maestri di pensiero positivo pronti a renderci esperti nella gestione del cambiamento. Contro il self help. Come resistere alla mania di migliorarsi, dello psicologo danese Svend Brinkmann, propone un efficace antidoto al mantra dell’autoiuto, invitando il lettore a resistere alla smania di superare continuamente nuovi ostacoli. Un libro lucido, brillante e ben scritto, che ha il pregio di farci riflettere sulle contraddizioni della nostra epoca. Invitandoci a coltivare uno strumento potente… quale? Non vi resta che scoprirlo!

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Il dramma del bambino dotato

A quale prezzo psicologico si ottiene un “bravo bambino”? Come possiamo sostenere i bambini nella crescita, lasciandoli liberi di esprimere i loro personalissimi talenti? Il dramma del bambino dotato nasce nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei come rabbia, paura o invidia, perché inaccettabili per i “grandi”.  Una rinuncia che avrà poi conseguenze pesanti sull’adulto che quel bambino diventerà. Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé è un libro illuminante, da leggere tutto d’un fiato.

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Del camminare e altre distrazioni

Quello che percepiamo osservando un quadro a pochi centimetri di distanza è completamente diverso da ciò che riusciamo a cogliere facendo qualche passo indietro o di lato. Nella vita di ognuno di noi ci sono momenti in cui questa volontà di vedere in maniera più ampia e consapevole cosa sta accadendo nella nostra quotidianità bussa prepotente alla nostra porta. C’è chi accende la consapevolezza dormendo, chi guardano un film, chi leggendo, chi guidando la sua moto o la sua auto, chi bevendo un caffè, chi camminando. Ed è a quest’ultimo popolo, il “popolo dei camminatori”, che è dedicata questa intrigante lettura.

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Il giardino come spazio interiore

La nostra salute fisica e psichica è legata alla capacità di rimanere sintonizzati con quella parte di noi che “sa” che siamo Natura. Sì, perché in noi c’è un “giardino interiore”. Una dimensione intermedia tra l’inconscio e il mondo esterno. Rimanendo in contatto con la natura ce ne prendiamo cura. E sviluppiamo resilienza, intelligenza emotiva e spirito di iniziativa. Un libro da assaporare… possibilmente immersi nella Natura!

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Autore: Roberto Fioretto

Classe 1979, laurea in Comunicazione, dottorato di ricerca in Sociologia, master in Counseling. Lavoro in una Fondazione, dove coordino il settore Comunicazione ed Eventi Culturali. Counselor con il pallino dello sviluppo organizzativo. Osservatore appassionato dei sistemi che le persone attivano entrando in relazione. Amo esplorare le culture organizzative e considero come la parte più importante del mio lavoro mettere in contatto le persone (e me stesso) con il loro potenziale più alto. Ho ideato Counseling Post per far dialogare tre grandi passioni: comunicazione, psicologia e sociologia.

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2 Commenti

  1. Amo leggere. Leggo tutto ciò che mi capita a tiro.

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